Cosa fa esattamente un Professional Organizer che opera in ambito domestico? Come lavora, quanto costa, quali benefici può portarti? Lo racconto qui.

 

Questo è un post fuori programma, non avevo in progetto di scriverlo. Poi, nel registrare il primo episodio del podcast e raccontando da dove nasce il progetto spaziAmo, ho fatto un per me ovvio riferimento alla mia esperienza come Professional Organizer (per brevità P.O.). A quel punto mi sono resa conto che l’argomento merita due parole in più. Infatti quando racconti a qualcuno che lavori come P.O. non accade quasi mai che l’interlocutore sappia a cosa ti riferisci di preciso. Quindi eccomi qua a dare una definizione che spero risulti precisa e pratica.

Mi soffermerò esclusivamente sulla figura del Professional Organizer che si occupa di spazi domestici e non farò cenni al P.O. che si occupa di gestione del tempo, della produttività o in generale dell’area business. Che però esiste ed è salvifico!

 

LA STORIA IN POCHISSIME PAROLE

La professione nasce negli Stati Uniti negli anni 80 e si diffonde in numerosi paesi come Regno Unito, Brasile, Corea del Sud, Olanda, Canada, Giappone nei quali esistono associazioni di categoria che raccolgono i professionisti del settore. L’Italia, in cui la professione è regolamentata dalla Legge 4/2013, non è da meno!

La figura del professionista dell’organizzazione è diventata conosciuta anche attraverso la televisione. Ti sarà forse capitato di vedere programmi made in USA in cui interviene un Professional Organizer ad eliminare il superfluo e riordinare ed etichettare tutto e con tutta probabilità avrai sentito parlare della giapponese Marie Kondo o di vedere la sua mini serie su Netflix. La Kondo, a sua volta, merita un capitolo a parte, che arriverà. Questa esposizione mediatica sta lentamente rendendo la figura professionale del P.O. più concreta nell’immaginario collettivo, ma nonostante questo c’è ancora molta strada da fare perché sia una professione culturalmente diffusa.

SI, MA COSA FA?

Il Professional Organizer è un consulente che si occupa di accompagnare il cliente nel fare valutazioni e prendere decisioni in merito a disposizione e organizzazione di oggetti,  spazi fisici e spazi digitali. Per spazi fisici si intendono per esempio cucina, guardaroba, dispensa, ufficio in casa e tutti gli oggetti e le carte che questi ambienti contengono. Per spazi digitali ci si riferisce al pc, allo smartphone o ovunque archiviamo i nostri dati, file, foto e documenti vari.

Professional Organizer - Scatole Ordinate per coloreIl cliente riceve un supporto nel decidere quali oggetti conservare o meno e impara un sistema per rendere ambienti e spazi più razionali. Applicherà questo sistema anche in autonomia, ottenendo ordine, chiarezza e lucidità. In futuro l’applicazione del metodo sarà utile al cliente per evitare, si spera, di ritrovarsi in una situazione di crisi.

La consulenza consiste prima di tutto in una chiacchierata, seguita quasi sempre da un sopralluogo. Ascoltate le necessità, si stabiliscono gli obiettivi di massima, poi il P.O. redige un preventivo in cui  definisce un piano di intervento e lo propone al cliente.

Il primo passaggio operativo è sempre quello di eliminare ciò che non serve, il cosiddetto decluttering. Una volta fatto questo si affronta la parte “metodo”, sia in linea teorica che pratica, andando a sistemare ciò che c’è da sistemare (mobili da spostare, ripiani da aggiungere, contenitori da collocare…) e infine dando un posto ad ogni cosa.

L’intervento può durare alcune ore o alcuni giorni, a seconda della mole e della tipologia. Per esempio l’organizzazione del più impegnativo guardaroba a sei ante non richiederà più di una giornata, mentre per rivedere una intera casa è necessario molto più tempo. In ogni caso ogni ambiente e ogni cliente sono a sé, non è detto che per organizzare due cucine delle stesse dimensioni sia sufficiente lo stesso numero di ore.

Il cliente può decidere di farsi accompagnare dal Professional Organizer in tutto il percorso di sistemazione oppure di sfruttarlo per la sola consulenza senza intervento e poi fare da sé. Oppure si può creare un ibrido fra le due opzioni. Qui si decide insieme, in base a budget e fattibilità. Ogni ambiente e ogni persona hanno bisogni differenti e la proposta sarà costruita in base a tutte le esigenze del caso.

COSA RENDE UN PROFESSIONAL ORGANIZER DIVERSO DALL’ALTRO

Personalità, metodo, strumenti adottati. Essere formato come P.O. prevede di aver fatto delle scelte in linea con la propria indole. Io, per esempio, con tutto il rispetto che posso avere per lei non proporrei mai in toto il metodo Kondo, perché lo trovo estremo e difficilmente sostenibile. Ciò che può accadere è che un P.O., studiando studiando, trovi uno o più metodi perfettamente compatibili con il suo carattere e li adotti. Oppure può accadere che nel tempo individui e sviluppi un metodo più personale, mescolando ciò che sa, la persona che è e le proprie esperienze con i clienti. Quello che è certo è che è sempre necessario anche adattarsi al cliente, alle sue fragilità e ai suoi bisogni.

I COSTI

Tieni conto del fatto che il P.O. è un professionista formato, con partita IVA,  e avrà una tariffa oraria simile a quella di altri professionisti. Inoltre considera che la singola consulenza non inizia e termina in casa del cliente, ma che c’è una pianificazione che la precede e che talvolta è il P.O. stesso che procura i materiali necessari a svolgere il lavoro.  Spesso, in ogni caso, si propongono pacchetti a corpo.

Alcuni P.O. offrono al cliente la possibilità di ricevere una consulenza senza intervento, sia di persona che via web o telefono, che ridimensiona i costi e che io trovo eccellente, ma non è per tutti: in alcuni casi può rivelarsi una soluzione insufficiente. La consulenza senza intervento ha un costo inevitabilmente più ridotto e potrebbe essere una buona idea investire in questo modo prima di chiedere un intervento di persona.

PERCHÉ, QUANDO, CHI SI RIVOLGE A UN PROFESSIONAL ORGANIZER

Mi aspetto che molti di coloro che hanno letto fino a qui abbiano pensato di non avere alcun bisogno della consulenza di un P.O. Probabilmente, in parte, hanno ragione. Ma è anche vero che ci sono circostanze piuttosto comuni in cui quella consulenza si potrebbe rivelare una vera benedizione.

Vuoi un esempio? Il principe è il trasloco. Se ne hai fatto almeno uno (e so che lo hai fatto!) sono sicura che capisci perfettamente perché unboris misevic HofOYDPOIdA unsplash P.O. potrebbe essere LA benedizione e perché una come me potrebbe decidere di occuparsi esclusivamente di consulenza in ambito di cambio abitazione o importanti ristrutturazioni. Ci sono poi altri eventi che comportano grandi cambiamenti nell’assetto degli spazi, come ad esempio separazioni, nascite, l’avvio di una attività – lavorativa o hobbistica – da svolgersi a casa, l’ingresso a casa di un nuovo partner, dei suoi figli, di un nonno da accudire… Tutte queste circostanze ed altre comportano la necessità di riorganizzare, razionalizzare, eliminare, spostare e progettare. Farlo efficacemente può rendere la transizione meno impegnativa ed è soprattutto un investimento per il futuro. Personalmente sono molto interessata al lato della quotidianità, del tran tran in cui non ci sono particolari stravolgimenti degli assetti e la vita scorre in modo più o meno regolare. In quella dimensione si possono sfruttare i benefici reali di una buona organizzazione. Dopo i grandi cambiamenti è lì che si torna,  è lì che la maggior parte di noi trascorre la propria esistenza. Per questo parlo di investimento.

ashim d silva Kw zQBAChws unsplashOltre agli esempi che abbiamo portato fino qui, ci sono altre condizioni che possono far optare per la scelta di contattare un Professional Organizer. Ci sono i disordinati cronici, oppure le persone che si trovano in una condizione di sopraffazione dagli oggetti (accumulatori o semplici compratori compulsivi) o ancora, semplicemente, persone che non hanno il tempo o la voglia di fermarsi a ragionare su come rendere più razionale la disposizione di ciò che posseggono o chi non ha mai acquisito le capacità per farlo. Attenzione, si possono avere queste caratteristiche e sentirsi perfettamente a proprio agio! In questo caso è tutto a posto. Ma molti di noi vanno in sofferenza in quei casi. Stare mezz’ora davanti all’armadio che esplode di indumenti senza avere la minima idea di cosa contenga, con la certezza di avere speso nell’ultimo anno alcune centinaia se non migliaia di euro in abbigliamento e ancora non sapere cosa mettere, cercare un qualsiasi oggetto di uso quotidiano per casa senza avere idea di dove sia e uscire per questo in ritardo oppure ritrovarsi con tre trapani perché “non mi ricordavo di averlo già” sono esempi banali di situazioni che, ripetute ogni giorno, per alcuni nel tempo possono portare stanchezza, senso di perdita di controllo, frustrazione e insoddisfazione. Infine, spesso ad appesantire i sentimenti e il malessere che una cattiva gestione degli oggetti può provocare,  si accompagna una gestione del denaro distratta e/o superficiale che a sua volta provoca problemi di autostima o di relazione, oltre che di sopravvivenza.

Insomma, ce n’è abbastanza per affrontare la questione. Non è un fatto estetico, nel caso ad un certo punto della lettura avessi pensato a questo. Non ha importanza che casa tua sembri una reggia o un museo. È come ti fa sentire che può fare la differenza.

QUALI SONO I BENEFICI?

Beh, con la risposta a questa domanda si potrebbe tenere un intero blog… Sinteticamente: una organizzazione efficace può fare risparmiare spazio, tempo e molto denaro. Con più tempo e più soldi tu che fai?

COME SCEGLIERE UN PROFESSIONAL ORGANIZER

Leggendo fin qui suppongo tu abbia notato che fare entrare un P.O. in casa, fisicamente o virtualmente, è un’esperienza molto personale ed in qualche modo intima.

Un professionista serio è molto discreto e soprattutto è eticamente obbligato a non giudicare il suo cliente, i suoi gusti o il suo stile di vita. Piuttosto ha il dovere di accompagnarlo e sostenerlo.

Quindi, considerate le eventuali notizie che possono giungerti attraverso passaparola e recensioni, fatta la debita valutazione dei costi, tenuto conto che i P.O. sono persone e che la natura di ciascuno può essere la più svariata, non ti resta che fidarti del tuo istinto. Siccome avrai modo di confrontarti e chiacchierare con le persone che valuterai per commissionare il lavoro, il mio consiglio è quello di affidarti alla persona con cui ti troverai più in sintonia, quella che ti farà sentire maggiormente a tuo agio e sarà capace di annientare qualsiasi tua sensazione di imbarazzo.

 

Spero di averti dato un’idea abbastanza chiara sulla natura di questa curiosa figura mitologica, metà essere umano e metà gruccia antiscivolo, e di come trascorre le sue giornate.

Adesso che sei così documentato ho proprio voglia di sapere: nel leggere ti è venuta in mente almeno una persona che avrebbe bisogno di una consulenza di questo tipo? Oppure ci sono esempi di necessità di intervento che io non ho portato ma che a te sembrano perfetti da affidare a un P.O.? E ancora: sei passato dal pensare “il Professional Organizer non ha alcuna utilità” a “forse in quel caso un Professional Organizer può essere di aiuto”?

Aspetto le tue domande i tuoi pensieri!